Speciale/ Promuovere e realizzare la mobilità sostenibile

Il Mobility Management dell'Università di Catania


 
 
30 marzo 2009
di Salvatore Caprì
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Circa un anno e mezzo fa, in ottemperanza al decreto sulla "mobilità sostenibile nelle aree urbane" del 27 marzo 1998, l'Università di Catania ha avviato le attività di mobility management per la gestione della mobilità casa-università di personale e studenti, istituendo l'ufficio MOMACT "MObility Management Ateneo CaTania".
Lo scopo era ed è quello generale di contribuire, in un quadro integrato con gli altri attori e con le altre attività del territorio, allo sviluppo sostenibile dell'area urbana, mediante politiche e misure per la riduzione degli effetti della mobilità (congestione, consumi energetici, inquinamento, incidenti).
A livello "aziendale" universitario, tutto ciò dovrà tramutarsi in una migliorata mobilità di personale e studenti per l'accesso ai luoghi di lavoro e studio.

Nel corso del primo anno l'ufficio ha lavorato su due fronti: l'attività "interna", grazie alla quale si sono poste le basi per la redazione del "Piano spostamenti casa-università" (PSCU), mettendo a punto strumenti di analisi della mobilità e dei trasporti utili a definire e verificare le strategie di intervento e, nell'ambito della fase informativa e di analisi del PSCU, si è portata a compimento una campagna di indagine presso il personale e gli studenti; la diffusione "esterna", nell'ambito della quale si è cercato di coinvolgere dipendenti e studenti, sensibilizzandoli al problema attraverso numerosi incontri, la promozione di un workshop sulla mobilità sostenibile tenutosi il 23 aprile 2008 e all'organizzazione di questa conferenza.

Grazie alla campagna di indagine si è potuto ricostruire il quadro della domanda di mobilità del personale universitario. È emerso, ad esempio, che oltre il 70% dei dipendenti utilizza l'autovettura privata per raggiungere l'università, mentre la quota di utenti del trasporto pubblico (tra quelli che lo utilizzano in esclusiva e quelli che effettuano uno scambio con l'autovettura in un parcheggio intermedio) supera di poco il 10%.

I motociclisti rappresentano l'8%, mentre sono il 7% quelli che si recano a piedi all'università. Ci sono, seppur pochi, anche utenti della bicicletta e coloro i quali sperimentano una sorta di carpooling (la condivisione del viaggio con altri colleghi mettendo a disposizione ciascuno a turno la propria auto) "artigianale", fondato cioè sull'iniziativa personale e non organizzato su scala complessiva.
Altri risultati dell'indagine sono disponibili sul sito web (www.unict.it/momact), mentre un'analisi più approfondita sarà riportata all'interno del documento di PSCU.


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In risposta alle criticità emerse dai risultati dell'indagine e dai numerosi confronti avuti con il personale e gli studenti sono state elaborate alcune linee strategiche d'intervento.
Nella fase attuale, l'ufficio MOMACT è impegnato nel "progetto del PSCU", ossia nella trasformazione di tali linee strategiche in interventi reali, opportunamente integrati tra loro, di cui occorre valutare fattibilità, tempi e costi di realizzazione e i cui contenuti preliminari sono sinteticamente illustrati a seguire:

- Istituzione del trasporto collettivo aziendale
L'Università di Catania dispone di un parcheggio scambiatore situato nella zona Nord di via S. Sofia, la cui capienza ammonta a quasi 1800 posti auto. Si prevede che, rimanendo i restanti a disposizione dei fruitori del C.U. S. Sofia e del Policlinico, almeno la metà di questi possano essere destinati allo scambio modale trasporto privato-pubblico, istituendo un servizio di trasporto collettivo "aziendale", riservato al personale e agli studenti dell'ateneo, costituito da una serie di linee attestate sul parcheggio S. Sofia al servizio delle altre sedi universitarie dislocate in area urbana.

- Agevolazioni all'uso del trasporto pubblico
La concessione di agevolazioni all'uso del trasporto pubblico urbano, ma anche extraurbano, al personale universitario e agli studenti potrebbe essere un passo importante verso l'incremento dell'utilizzo dei sistemi di trasporto collettivo e dunque il riequilibrio modale. Tale agevolazione potrà consistere nel rilascio di "ticket trasporto", una sorta di buono rilasciato gratuitamente dall'università e spendibile sui vari sistemi di trasporto delle aziende convenzionate.

- Gestione delle aree di sosta interne
All'interno delle singole sedi universitarie, la disponibilità di spazi è un bene generalmente limitato e prezioso. Quale politica di disincentivazione dall'uso delle autovetture, all'interno di alcune sedi universitarie potrà essere sperimentato un sistema automatico per la tariffazione delle aree di sosta interne. Lo stesso sistema, potrà prevedere la possibilità di sosta gratuita per coloro che praticano il carpooling.

- Sistema per l'organizzazione del carpooling
Il carpooling potrà essere organizzato attraverso una centrale operativa dotata di software specifico che gestisca la banca dati e organizzi gli "equipaggi" individuando, ad esempio, gruppi di dipendenti residenti nelle stesse zone, oppure in zone poste lungo gli itinerari convergenti verso la stessa sede universitaria di destinazione. Il sistema dovrà prevedere delle incentivazioni per l'utente, con riferimento particolare a colui che mette a disposizione il proprio mezzo (per esempio premio in denaro, buoni carburante, parcheggio privilegiato e gratuito all'interno della sede di riferimento).

- Servizio di bike-sharing
Verrà istituito un servizio di bike-sharing, che consiste nella possibilità di prendere a noleggio una bicicletta presso uno dei punti di raccolta dislocati in ambito urbano, nell'utilizzo della stessa e nella riconsegna presso un altro dei punti di raccolta. A tal fine verrà costituita una flotta di biciclette universitarie e nella realizzazione di punti di raccolta con un sistema automatico per il prelievo e la riconsegna delle biciclette. Il servizio dovrà essere gratuito e riservato agli universitari (personale e studenti).

- Telelavoro e formazione a distanza
Nell'ambito del piano verrà testata l'applicazione di misure di telelavoro presso un campione del personale universitario per un periodo di tempo limitato. Lo stesso potrebbe attuarsi per quanto riguarda la didattica. Il periodo di sperimentazione sarà accompagnato da un monitoraggio continuo, al fine di valutarne l'applicabilità a scala più larga. La misura dovrà essere accompagnata da incentivi economici per gli uffici, le facoltà o i singoli docenti che si renderanno disponibili.

- Strutture a servizio del personale
Nell'ambito dei provvedimenti che intervengono sulla gestione della domanda di trasporto, potrebbe inserirsi la realizzazione di una serie di attrezzature, a servizio del personale, che possano evitare il prolungamento dei viaggi casa-università per la presenza di tappe intermedie. Tra queste, potrebbe essere sfruttata la riconversione di un fabbricato sito nelle immediate adiacenze del parcheggio S. Sofia in asilo nido riservato al personale.

Queste ed altre costituiranno le azioni del "Piano spostamenti casa-università" dell'ateneo catanese, la cui presentazione è prevista per i primi mesi del 2009.