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Il Dipartimento di Biologia animale 'Marcello La Greca'

A 25 anni dalla sua istituzione

 
 
30 marzo 2009
di Alfredo Petralia
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"Il Dipartimento di Biologia Animale (DBA), istituito con D.R. n. 3615 dell'1.10.1984, ha la finalità di promuovere e svolgere attività di ricerca, didattiche e culturali nell'ambito della biologia e filogenesi animale, dell'ecologia e della genetica".
Così recita il primo articolo del regolamento che indica linee guida e obiettivi del DBA, una delle prime, se non la prima, strutture dipartimentali istituite nel nostro ateneo in applicazione del DPR 382/1980, testo legislativo che introdusse numerose novità nell'ordinamento dell'università italiana, e tra queste l'organizzazione dipartimentale.

Il DBA costituì la naturale evoluzione dell'istituto policattedra  di Biologia animale e quindi nell'istitutodipartimentale di Biologia animale e di Genetica, aggregazioni che già nella prassi avevano anticipato molte delle prerogative che il citato DPR avrebbe assegnato definitivamente ai dipartimenti sia per quanto riguarda la gestione dei finanziamenti sia nell'organizzazione della ricerca e della didattica ai diversi livelli. Il transito dal "policattedra" al "dipartimento" fu quindi un passaggio atteso e basato su un'esperienza già consolidata. 

Il primo direttore del dipartimento fu il prof. Marcello La Greca, l'ideatore e l'animatore di tale percorso istituzionale che si è successivamente dispiegato attraverso l'azione dei direttori che nel tempo si sono succeduti alla guida della struttura: il prof. Domenico Caruso, il prof. Giovanni Costa, il prof. Pietro Alicata, il prof. Guglielmo Longo.
Nel 2006, per deliberazione unanime del suo Consiglio, il dipartimento assume il nome di "Dipartimento di Biologia Animale Marcello La Greca"  in omaggio al suo primo direttore ormai scomparso.

Questa intitolazione non poteva non avvenire se si considera il ruolo avuto da Marcello La Greca:  fin dalla sua chiamata dalla nostra Facoltà di Scienze a ricoprire agli inizi del 1960 la Cattedra di Zoologia lasciata da Bruno Monterosso e  dirigere l'allora istituto di Zoologia, non solo diede un impulso formidabile allo sviluppo delle diverse tematiche zoologiche ma fu, tra l'altro, determinante per l'istituzione a Catania del corso di laurea in Scienze biologiche e chiaro protagonista di molte numerose forti e decisive iniziative in campo ambientale quali quelle per l'istituzione delle aree protette in Sicilia. 

Nei suoi 25 anni di attività, ma naturalmente anche in precedenza, gli obiettivi e le finalità riassunte nel citato primo articolo hanno rappresentato costantemente un fermo punto di riferimento per tutti i componenti della struttura che oggi è costituita da 9 ordinari, 11 associati, 9 ricercatori, 9 elementi tecnico-amministrativi, cui si sommano 11 tra dottorandi e assegnisti.
I campi di ricerca promossi da La Greca riguardarono in primo luogo la sistematica zoologica, la faunistica e la biogeografia: senza dubbio alcuno in relazione a queste tematiche scientifiche egli determinò la nascita di una 'scuola catanese' che annovera oggi specialisti in numerosi gruppi animali, in particolare invertebrati quali Nematodi, Policheti, Tardigradi, Ragni, Opilioni, Acari Oribatei, Isopodi Oniscidei, Blattodei, Mantodei, Ortotteri, Omotteri, Eterotteri, Coleotteri, Lepidotteri, Imenotteri. 

Ma se questo rappresenta il "filone storico" delle ricerche fin dai tempi della Cattedra di Zoologia degli anni 60, e poi continuato nel periodo "dipartimentale" ed altresì attualmente, da esso si sono via via sviluppati campi di indagine sempre più diversificati che oggi  vanno dalla istologia alla embriologia, dalla genetica di popolazione alla genetica molecolare, dalla etologia alla ecologia e alla eco-etologia, dalla biologia marina alle ricerche sulla fauna ittica e sulla fauna vertebrata terrestre, fino alle indagini sulla gestione delle aree protette e sulla valutazione di impatto ambientale.

Si tratta di una successione di tematiche che nel tempo ha  orientato sempre più la ricerca di base in "biologia animale sensu lato" verso il collegamento con le problematiche ambientali sul territorio; si sono quindi moltiplicati i progetti applicativi anche in risposta alle richieste di consulenze, convenzioni, progetti finalizzati, ecc.  che provengono dagli enti pubblici o privati in relazione ad esigenze connesse a decisioni da prendere sull'uso o sulla gestione delle risorse naturali in un quadro di sviluppo sostenibile e di pianificazione ambientale. Tutti settori di ricerca che hanno ispirato lo specifico contributo dei componenti del dipartimento anche alla didattica di numerosi corsi di studio.

Allo stesso tempo i nostri ricercatori hanno sempre fatto sentire la loro voce nei congressi nazionali e internazionali delle più accreditate società scientifiche, anche organizzandoli essi stessi, e con successo, a Catania.
Parallelamente si è sviluppata l'azione di formazione di giovani ricercatori in particolare, ma non solo, attraverso il "dottorato di ricerca in Biologia Evoluzionistica" che ha sede appunto nel dipartimento e che rappresenta e sintetizza allo stesso tempo l'idea centrale intorno alla quale si polarizza il progetto culturale complessivo del dipartimento. Ed è particolarmente significativo sottolineare questo aspetto nell'anno in corso, il 2009, anno in cui si celebrano il 200° anniversario della  nascita di Darwin e il 150° della pubblicazione della sua celebre opera L'origine delle specie. La visione darwiniana ha sempre costituito il fondamento teorico di base delle ricerche scientifiche condotte nel nostro dipartimento.

Anche l'impegno per la diffusione della cultura naturalistica ha caratterizzato i 25 anni di attività che qui stiamo sinteticamente ripercorrendo. In questo senso l'azione è stata costante e si è articolata attraverso innumerevoli iniziative finalizzate a tradurre le acquisizioni scientifiche realizzate nei nostri laboratori in patrimonio sociale collettivo. In questo contesto una funzione importante hanno avuto il Museo di Zoologia e, più recentemente, la Casa delle Farfalle annessi al dipartimento e che rappresentano, in particolare il museo, non solo spazi espositivi ma anche di aggregazione, di comunicazione e di confronto sui temi riguardanti oltre che la biologia animale, la conservazione della natura e la tutela dell'ambiente.

Oggi nei dipartimenti siamo chiamati a gestire nuovi e urgenti problemi in un contesto globale che condiziona pesantemente  le scelte per la governance delle università nel loro complesso ma anche dei dipartimenti e nei dipartimenti.
Il dibattito su questi argomenti è aperto, e recenti documenti della CRUI e del CUN hanno messo sul tappeto diverse questioni, anche cruciali, sulle quali ci si dovrà ineludibilmente confrontare. Non sarà facile giungere a conclusioni condivise in un quadro di risorse economiche e umane che purtroppo si stanno restringendo sempre più né per ora si intravede se e quando queste dinamiche si invertiranno: ma questa è un'altra storia.