Facoltà

Il legal thriller e il mistero della scrittura

Gianrico Carofiglio a Scienze politiche

 
 
30 marzo 2009
di Francesca Biondi
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Il 27 febbraio nell'aula magna della facoltà di Scienze politiche hanno discusso dell'ultimo romanzo diGianrico Carofiglio, Né qui né altrove. Una notte a Bari, Anna Ruggeri, avvocato, e chi scrive questa nota. L'incontro, organizzato dalla prof.ssa Maria Concetta Calabrese, è stato introdotto dal  preside della facoltà di Scienze politiche, prof. Giuseppe Vecchio. Ospite l'autore.

Gianrico Carofiglio, magistrato, scrittore, eletto al Senato nelle liste del PD nelle ultime elezioni politiche, è autore di opere avvincenti: Testimone inconsapevole, Ad occhi chiusi, Ragionevoli dubbi. La trilogia di cui è protagonista l'avvocato Guerrieri, penalista colto e simpatico che accetta i casi difficili che i suoi colleghi hanno rifiutato, è stata tradotta in tutto il mondo. Nel  saggio L'arte del dubbio, raccontando casi professionali realmente vissuti, Carofiglio illustra le tecniche moderne di difesa processuale. Nel romanzo Il passato è una terra straniera, un vero e proprio thriller psicologico, vengono descritti  processi mentali criminosi. Frutto di un lavoro comune con il fratello Francesco è infine Cacciatori nelle tenebre, un graphic novel.

Protagonisti del romanzo Né qui né altrove. Una notte a Bari,Giampiero, Paolo e l'io narrante (il nome non viene svelato per tutto il racconto, ma lo stesso Carofiglio ha riconosciuto nel corso del dibattito che molti dei fatti  narrati sono autobiografici). Sono tre amici che frequentano la facoltà di Giurisprudenza a Bari, condividendo esperienze e sogni della giovinezza. Giampiero farà il notaio seguendo le orme paterne, Paolo si trasferirà a Chicago e diventerà  un professore universitario, e l'io narrante sarà uno scrittore. La morte della madre riporta Paolo a Bari dopo vent'anni e i tre vecchi amici trascorrono una notte insieme.

La città di Bari, l'altra protagonista della storia, viene descritta minuziosamente attraverso i suoi quartieri, i suoi abitanti, le sue librerie, i sapori della sua cucina. La famosa focaccia barese viene definita "una metafora dell'eguaglianza ed uno dei pochi simboli [.] in cui i baresi riconoscono la loro identità collettiva". Nella città, i protagonisti vivono dal lato delle famiglie borghesi , dei negozi eleganti, delle case confortevoli. Dall'altra parte del confine, i ragazzini che vivono per strada in modo diverso dal loro: completamente liberi, ispirano paura ed ammirazione perché sono comunque capaci di cavarsela da soli, una capacità che i protagonisti dovranno invece acquisire a loro spese.


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Una creazione narrativa  sull'amicizia nella quale è difficile distinguere ciò che è veramente accaduto da ciò che è inventato. Il protagonista sembra essere fuori dalla storia e dal proprio presente: "[.] mentre passava la Storia non eravamo davvero qui. Né altrove". Cosi afferma l'io narrante ricordando il colossale sbarco di clandestini dell'estate del 1991 nel porto di Bari. "Il desiderio della città impossibile" ma anche "il sentirsi fuori luogo", sottolinea Marinella Fiume in una recensione del romanzo apparsa su  "La Sicilia" del 26 febbraio.

Tristezza, nostalgia, ironia,  amicizia, amore sono i  sentimenti che si avvicendano nel corso della narrazione. Tra gli affetti, anche il cane Randy, compagno nella scoperta del mondo dei sogni di un ragazzo di quattordici anni, ha un ruolo rilevante.

Nelle ultime pagine del volume, le dure parole che gli amici si scambiano esprimono tensione e anche rancore, oltre alla nostalgia degli anni trascorsi insieme, nella consapevolezza che la giovinezza è passata.

La scrittura, ha affermato Carofiglio, è per me mistero, mistero di quello che c'è dentro e fuori di noi. Né qui né altrove. Una notte a Bari, è un romanzo che suscita forti emozioni e che su quel mistero ci fa riflettere.