ATTENZIONE!!!SI STA NAVIGANDO UNA VECCHIA VERSIONE DEL SITO
CLICCARE QUI PER LA VERSIONE ATTUALE DEL BOLLETTINO D'ATENEO
Facoltà

William Sharp: alla ricerca di un'identità svelata


 
 
30 settembre 2008
di Annalisa Bonomo
Bonomo3 William Sharp.jpg

Quando il territorio incontra la letteratura e la letteratura riscopre se stessa, l'istituzione di un premio letterario di traduzione poetica come quello dedicato al romantico William Sharp, costituisce l'importante chiave di volta di un viaggio lungo il quale l'istinto poetico di uno scrittore istrionico ed eclettico quale fu Sharp e l'incantevole cornice naturalistica siciliana "traducono" un'esperienza mistica e personale al contempo.

È da tale sintesi che è possibile risalire all'intricato destino personale di un artista, indissolubilmente legato alla Sicilia, nella quale trascorse gli ultimi inverni della sua vita sino alla morte avvenuta nell'ormai lontano 1905, presso il castello dei Nelson in località di Maniace, dove tuttora riposa all'ombra di un'antica croce celtica.

Giunto ormai alla sua terza edizione, il premio letterario William Sharp - Un celta nella terra dei Nelson rappresenta la concreta possibilità di una riscoperta romantica della poesia e della magia da sempre legata al tradurre.
È proprio il magnifico castello di Maniace ad istituirsi quale cornice perfetta di un avvenimento culturale tout court che ha contato nelle precedenti edizioni un gran numero di partecipanti provenienti da ogni parte d'Italia e la presenza di personalità illustri della poesia contemporanea internazionale, quali la poetessa siriana Maram Al-Masri, in qualità di special guest dell'evento e illustre esempio di poesia viva e tradotta allo stesso tempo. 

L'intensa collaborazione tra l'università di Catania, nella fattispecie della facoltà di Lingue, rappresentata dai proff. Rosario Portale e Iain Halliday, unitamente alla costante sensibilità letteraria dei rappresentanti della Pro Loco di Maniace, e l'università scozzese di Paisley (città natale dell'autore), costituisce l'osmosi necessaria tra le due realtà geografiche e culturali alle quali Sharp rimase sempre legato e che trovarono nella sua poesia lo strumento di una ricerca intima ma poco nota ai più.

Il mistero che da sempre avvolge William Sharp è quello di un'identità incessantemente alla ricerca di se stessa, tanto da produrre un vero e proprio "doppio", Fiona Macleod (donna quindi), nato al suo ritorno dall'Italia e metafora di un nuovo senso di liberazione e di uno spirito creatore che attende ancora di essere riscoperto alla base di un'alienazione che fu per Sharp fisica e psicologica al tempo stesso.
Scozzese ma cosmopolita nell'animo, lontano dal più rigido nazionalismo vittoriano di fine '800, Sharp si rivelò abile critico e scrittore, poeta e biografo esperto, viaggiatore innamorato del mondo e artista moderno in ogni sua manifestazione.

L'eterogeneità dei suoi scritti unitamente alla criptica rappresentazione dei suoi sé, lo posero in bilico tra il potere sociale, l'ipocrisia dei costumi e tutti gli artifici letterari a diposizione di uno scrittore del suo tempo, sebbene fu sotto lo pseudonimo di Fiona Macleod, che rimase, al di fuori di qualunque "romantic camouflage" (E. Rhys, Everyman Remembers, London, 1931, pp. 79-80), uno tra gli spiriti più arguti della Celtic Twilight School).

La convergenza "spirituale" tra due angolazioni apparentemente contrapposte, una maschile ed un'altra femminile, è spesso stata rilevata dalla recente e matura rivalutazione degli scritti di Sharp messi in relazione alla sua variegata risposta romantica ai più differenti stimoli letterari, spirituali, filosofici ed umani, partecipi, insieme, di un'indissolubile unità alla medesima maniera in cui accadde alle personae Sharp/Macleod.


Bonomo1.jpg

Lo sviluppo di una nuova personalità, l'espansione verso una prospettiva femminile, tradussero infatti un'unica sensibilità di scrittore, di artista e di uomo, partecipe del suo tempo in maniera sempre complessa e problematica, e ossessivamente, se vogliamo, interessato ad ogni strana forma di relativismo.
Il suo continuo vagare dalla nativa Scozia alla lontanissima Australia, dall'America all'Italia, alla Francia, divenne testimonianza di una quest che fu letteraria e personale insieme, tipica di un raffinato atteggiamento romantico della fuga, della ricerca dell'altro da sé, della volontà di fagocitare il mondo insieme alle sensazioni fisiche e spirituali che ne costituiscono l'essenza.

Pellegrino dell'essere, la natura rappresentò per Sharp la principale fonte d'ispirazione: egli stesso affermava: "but my heart is a lonely hunter that hunts on a lonely hill". Cacciatore su una collina, quindi, una collina che potremmo dire grande quanto tutto il mondo, quello interno ed esterno di un'artista capace di caricare ogni luogo di una personalità e di un carattere individuale e universale allo stesso tempo. Una strana forma di empatia sentimentale nei confronti della natura, costituisce, così, la più vasta materia d'indagine del suo cosmopolitismo interiore ed esteriore, all'interno del quale il mondo naturale e quello degli uomini si muovono in maniera simbiotica e corrispondente. Macrocosmo e microcosmo rientrano perfettamente all'interno di uno spazio nel quale realtà e immaginazione rimangono una sola cosa.

Delicato conoscitore dell'animo femminile, poi, fece di quest'ultimo l'ennesimo porto d'approdo della sua poesia, unitamente ad una sensibilità che trasformò i sentieri della natura in quelli di una vera e propria Divine Adventure. Fu la natura stessa a fornirsi come soggetto e oggetto delle sue rappresentazioni più intime; furono l'immagine di una rosa, di un giglio, di un serpente, del miele delle api, di una mela o ancora dell'argilla a regalare a Sharp la possibilità di dipingere una delle più suggestive immagini dell'essenza stessa delle donne (notevole è a tal proposito la sua raccolta Fair Women in Painting and Poetry, E. P. Dutton and Co, New York 1907).


Bonomo2.jpg

L'energia di alcuni tra i suoi più alti momenti poetici non riesce comunque a colmare quel vuoto persistente e drammatico che ricopre tutta la sua produzione.

La ricerca di un'appartenenza perduta rimane incompiuta almeno all'interno del modo fisico e terrestre; la creazione di una nuova comunità, insieme al ritrovamento di un unico luogo in cui fermarsi per sempre e riposare, di certo non arrivarono mai. Si legge in una sua lettera del 7 Marzo 1902: "My wife says I am never satisfied, and that Paradise itself would be intolerable for me if I could not get out of it when I wanted''.

L'apertura del concorso letterario alla partecipazione di tutti gli studenti italiani e dell'Unione Europea, iscritti agli istituti di istruzione secondaria e all'università, riflette perciò lo spirito cosmopolita di Sharp, rappresentando così l'ennesimo punto d'avvio di un viaggio che quest'anno accoglierà ogni traduzione in italiano di una poesia in lingua inglese avente come tema "L'Italia vista dai poeti di lingua inglese".
Il bando di partecipazione, con scadenza il 15 novembre 2008, è comunque consultabile agli indirizzi www.prolocomaniace.it/ e www.flingue.unict.it/sharp.it

Credits