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Ateneo

START, apre la "palestra della Scienza"

Inaugurata a Villa Zingali Tetto la mostra che anticipa l'apertura della "Città della Scienza" dell'Università di Catania

 
 
19 aprile 2008
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Cinque isole tematiche su fisica, biologia, robotica, astrofisica. Un planetarium che può ospitare fino a 30 persone, una piattaforma multimediale con videoproiettori e computer "touch screen" per accedere a piccoli documentari e giochi scientifici interattivi. E ancora un laboratorio di scansione tridimensionale, microscopi e modelli esplicativi, la stanza dei giocattoli scientifici, un giardino dedicato all'arte, altri spazi nei quali i visitatori - piccoli e grandi - possono giocare, incuriosirsi e prendere confidenza con  diversi aspetti della natura, effettuando essi stessi alcuni piccoli esperimenti.

Tutto questo è "Start", la mostra su scienza, tecnologia e arte che è stata inaugurata sabato pomeriggio nella sede di Villa Zingali Tetto (via Etnea 742), che attualmente ospita la "Casa della città" dell'Università di Catania, e sarà visitabile fino al 18 maggio tutti i giorni, inclusi domeniche e festivi, dalle 9 alle 13, salvo i lunedì. Il percorso espositivo della mostra costituirà una ghiotta anticipazione dei contenuti e delle esperienze interattive che arricchiranno la struttura museale in fase di realizzazione nella futura "Città della Scienza", che sarà ospitata in un'antica fabbrica per la lavorazione dello zolfo, in via Simeto.  


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"E' un'iniziativa prestigiosa per il nostro ateneo - ha detto il rettore Antonino Recca, che ha "tagliato il nastro" d'inaugurazione ed ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito al progetto -, ma siamo certi che la "Città della Scienza" che sarà pronta fra qualche mese potrà diventare un vanto per Catania e tutta la comunità territoriale". "Abbiamo già 30 prenotazioni di scolaresche - ha aggiunto, con soddisfazione, il prof. Giovanni Costa, responsabile per l'Università del progetto europeo "Catania-Lecce", grazie al quale, dal '98 ad oggi, l'ateneo catanese ha ricevuto i fondi per tutelare e valorizzare il proprio patrimonio architettonico, museale, archivistico e librario -, nel prossimo mese visiteranno la mostra almeno 100 studenti al giorno. Alcuni dei nostri progetti, poi, sono stati inseriti nella lista delle iniziative esemplari realizzate con i fondi strutturali europei, e questo per noi dev'esser motivo d'orgoglio e d'impulso a continuare nell'opera di sviluppo dell'attività museale dell'Università".

"I fondi legati alle politiche di coesione e solidarietà dell'Unione europea - ha spiegato il responsabile nazionale per la comunicazione del Pon Ricerca, Fulvio Obici -, hanno offerto importanti opportunità e risorse per le regioni economicamente più 'fragili'. Ed è estremamente importante, come sta avvenendo oggi, poter dimostrare a tutti che questi soldi li abbiamo saputi utilizzare per costruire strutture che qualificano il territorio e incentivano i progetti di sviluppo, in grado di produrre cultura e sviluppo anche quando i fondi pubblici si esauriscono. Strutture al servizio soprattutto dei più giovani che un giorno porteranno in giro per il mondo la testimonianza della nostra cultura".

E in attesa dell'apertura del grande "Science centre" di via Simeto, i visitatori della mostra "Start" potranno già effettuare autonomamente alcune esperienze sui fenomeni naturali, come hanno ricordato i professori Gaetano Foti e Paolo Finocchiaro, responsabili della "Città della Scienza". Ogni exhibit si configura infatti come uno strumento a disposizione del visitatore, che potrà usufruirne in diversi modi, grazie anche all'aiuto di tanti animatori scientifici: "Abbiamo voluto investire sulla formazione di queste competenze - ha osservato Foti - perché saranno proprio i nostri giovani explainer a far funzionare questa vera e propria 'palestra della scienza', all'interno della quale sarà mostrato materiale espositivo quasi tutto prodotto a Catania". E in questo senso è stata citata una ricerca condotta dai professori Finocchiaro e Mario Alberghina sul contributo offerto alla cultura europea, in tutti i settori delle scienze sperimentali, da illustri scienziati siciliani dei secoli passati. 


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L'approccio pedagogico scelto dalla mostra è pertanto basato sul famoso principio "Se ascolto, dimentico. Se vedo, ricordo. Se faccio, capisco e imparo", ormai caratteristico della maggior parte di science centre e musei scientifici di nuova generazione, ad integrazione della visita tradizionale, attraverso un modello educativo fondato sull'esperienza e sul coinvolgimento emotivo del pubblico. Lo scopo principale di un science centre consiste infatti nell'accendere la curiosità dei visitatori e nel fornire strumenti didattici alternativi per 'comprendere' oltre che imparare, processo che spesso richiede tempi lunghi e a volte sofferti - specie nelle materie scientifiche - ma che, una volta completato, regala momenti di grande soddisfazione e gratificazione personale.