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Breve storia del 'Machiavelli'


 
 
28 febbraio 2011
Angelo Musco e Giovanni Grasso
Angelo Musco e Giovanni Grasso

Il locale seminterrato di Palazzo Sangiuliano, in origine una famosa mescita, diviene con Angelo Grasso un teatro che, col nome di Teatro Machiavelli, sarà famoso anche fuori Catania fino al primo Novecento.

L'Opira di donn'Ancilu, con circa 600 posti, s'inaugura il 30 settembre 1864, e diviene presto celebre per le invenzioni meccaniche e la bellezza dei pupi, grandi, alti fino a un metro e trenta, e pesanti anche più 20 chili, manovrati da specialisti della maniata.

Chiuso alla morte di don Angelo, il teatro riapre nel 1891 con compagnie attorali, che presentano commedie in siciliano, recitando a braccio o col copione, finché il figlio Giovanni - nato in quel teatrino - riprende il teatro dei pupi. Dal 1897 Grasso forma una sua compagnia drammatica, che debutta al Machiavelli con Li mafiusi di la Vicaria di Rizzotto e prosegue con altre opere, tutte in dialetto, tra le quali Malia, Cavalleria rusticana, Otello. Sulle scene del Machiavelli appare anche Angelo Musco.
La «fucina» del Machiavelli, come Martoglio definisce la compagnia di Giovanni Grasso, diventa la chiave di volta del teatro siciliano, in un'Italia largamente interessata alla scena dialettale: a Roma a Milano, Firenze, Napoli, la troupe catanese trionfa.

Dopo un incendio nel 1903 il teatro riapre e la sua compagnia celebra successi internazionali, con tournée in Francia, Spagna, Russia, Inghilterra, Stati Uniti. Dal 1906 il Machiavelli è affidato a Micio Grasso, fratello minore di Giovanni. Chiude nel 1912. Oggi l'Università e Ingresso Libero vorrebbero che quel teatro, che per oltre 45 anni era stato cardine dello spettacolo cittadino, tornasse ad essere un luogo amato a Catania, anzi, un luogo necessario, come si è dimostrato anche con il "Siddharta" di Lamberto Puggelli, allestitovi nell'aprile 2010.

Le notizie storiche sono tratte da Bernadette Majorana, Storia brevissima del Teatro Machiavelli, in Recitazione di Siddharta, Acireale-Roma, Bonanno, 2010