ATTENZIONE!!!SI STA NAVIGANDO UNA VECCHIA VERSIONE DEL SITO
CLICCARE QUI PER LA VERSIONE ATTUALE DEL BOLLETTINO D'ATENEO
Notizie
Ricerca

A Catania la prima Festa nazionale dell'Andos

Cura e prevenzione del carcinoma mammario, ai Benedettini manifestazione dell'Associazione delle donne operate al seno, in occasione della festa di S.Agata

 
 
02 febbraio 2010
di Giuseppe Melchiorri
andos 03.jpg
«Siamo orgogliosi che gli organizzatori abbiano scelto la nostra facoltà per lo svolgimento di questa iniziativa: sappiamo bene che le facoltà scientifiche, soprattutto Medicina, giocano un ruolo fondamentale nella lotta al cancro, ma anche quelle umanistiche possono fare molto per  sensibilizzare alla prevenzione». Con queste parole il preside della facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, Enrico Iachello, ha aperto la prima Festa nazionale dell'Associazione nazionale delle donne operate al seno (Andos), che si è svolta oggi pomeriggio nell'aula Santo Mazzarino dell'ex Monastero dei Benedettini.

La manifestazione è stata organizzata in occasione delle celebrazioni in onore della martire catanese Sant'Agata (scelta come patrona dell'associazione) che per opera del suo persecutore, il proconsole romano Quinziano, subì, tra le altre torture, anche l'amputazione di una mammella.

Dopo gli indirizzi di saluto del rettore dell'Università Antonino Recca, del preside Iachello, del sindaco di Catania Raffaele Stancanelli e del presidente nazionale Andos Francesco Maria Fazio, la manifestazione, coordinata dalla presidente Andos di Catania, Francesca Catalano, ha visto la partecipazione di Gaetano Zito, docente di Storia della Chiesa nello Studio teologico San Paolo di Catania, di Silvana Raffaele, ordinario di Storia moderna nell'Ateneo catanese e delle stiliste Marella Ferrera e Regina Schrecker.

andos 016.jpg
«Iniziative come quella di oggi - ha spiegato il rettore - servono a farci ricordare quanto siano importanti prevenzione e ricerca. L'Università, seppure in un momento di crisi economica come quello che sta passando, ha il dovere di puntare su entrambi questi aspetti». «Abbiamo scelto le festività agatine - ha spiegato Francesca Catalano - perché Agata è stata una martire nel fisico; anche le donne che subiscono un intervento al seno sono delle "martiri", anche se nell'anima».

Il sindaco Stancanelli ha invece osservato che «il Comune, così come tutte le Istituzioni, ha il dovere di stare vicino a queste donne che tanto hanno sofferto e che possono avere conseguenze psicologiche a volte devastanti» .
Infine, Fazio ha posto l'accento sull'importanza dell'associazione: «Al Nord - ha spiegato - c'è una cultura del volontariato molto più sviluppata rispetto al Sud; per questo motivo qui a Catania l'attività della nostra associazione è molto importante: rappresenta, infatti, un vero e proprio fiore all'occhiello nel panorama del volontariato locale».

Monsignor Gaetano Zito e Silvana Raffaele hanno invece affrontato il tema della storia e della festa di Sant'Agata da un punto di vista culturale e storico. Zito, che ha parlato di "Sant'Agata: tra storia e tradizione", ha affermato: «Il martirio della Santa si inserisce all'interno della persecuzione portata avanti dall'imperatore Decio contro tutti i cristiani. Agata, in nome di Cristo, resiste e diventa il simbolo delle torture che quella gente ha dovuto soffrire. Rappresenta l'emblema della fierezza femminile cristiana ed è per questo che il suo culto si è sviluppato così velocemente».

andos 015.jpg
Silvana Raffaele, nel suo intervento dal titolo "La festa di Sant'Agata tra storia e rito", ha invece ricostruito la storia della celebrazione: «L'interesse nei confronti della festa è uscito da molti decenni dall'ambito specifico dell'etnologia per entrare a pieno titolo in quello delle scienze sociali, e quindi della storia. Le origini dei festeggiamenti risalgono al 1126 quando le spoglie della Santa vennero riportate a Catania. La festa di Sant'Agata può insegnarci a rivisitare la storia della nostra città. Ad amare e custodire i segni della nostra memoria per poterli tramandare alle generazioni future».

L'incontro si è concluso con le testimonianze di Marella Ferrera e Regina Schrecker. La prima ha sottolineato come nel suo lavoro «spesso ho cercato di donare energia a donne che hanno sofferto a causa di questa malattia. I miei lavori sono dedicati anche a loro. Ho cercato di trasformare la loro sofferenza in energia positiva».

Regina Schrecker ha infine raccontato la sua esperienza: «A 24 anni mi fu trovato un nodulo al seno. Per fortuna si trattava di un tumore benigno e tutto si risolse positivamente. Ma da quel momento ho deciso che avrei coniugato la mia attività di stilista a quella di volontaria, con lo scopo di sensibilizzare alla prevenzione». La manifestazione si è conclusa con una visita guidata alla mostra "Sant'Agata al Monastero", curata da Rita Carbonaro, responsabile delle "Biblioteche riunite Civica e Ursino Recupero".