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Ragusa

Un corso accademico sul 'Dialogo tra le Culture'

In collaborazione con la Facoltà di Lettere e filosofia

 
 
26 agosto 2009
di Giuseppe Di Mauro
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È giunto al secondo anno l'iniziativa di un corso accademico-scientifico sul "Dialogo tra le Culture: Cristianesimo, Ebraismo, Islam", promosso nella sede di Ragusa dalla Facoltà Teologica "San Bonaventura" di Roma dei Francescani Conventuali, in collaborazione con l'Istituto Teologico Ibleo di Ragusa e la Facoltà di Lettere e filosofia di Catania.

Il corso intende favorire, in chiave multi e trans-disciplinare, i presupposti fondamentali per un dialogo tra le culture, sviluppando i grandi temi Dio, l'uomo e il mondo inerenti all'Ebraismo, al Cristianesimo e all'Islam.
La Sicilia, isola nel cuore del Mediterraneo, ha da sempre costituito un crocevia di diverse culture (greci, arabi, ebrei, normanni, etc.), e cercato di trovare forme di pacifica convivenza. Anche oggi l'isola sta affrontando la fatica non solo di accogliere il prossimo nel volto dell'altro, ma anche di creare condizioni per una reciproca forma di accoglienza, conoscenza e rispetto.

Durante il primo anno della Cattedra - questo il nome del corso - sono state poste le basi per una più profonda conoscenza delle fedi da cui tante culture hanno preso forma e vita, e dei valori tradizionali tramandati di generazione in generazione e giunti sino a noi. Questo secondo anno (in allegato, il calendario dei vari incontri), la Cattedra affronterà una delle più significative problematiche che caratterizza il nostro tempo post-moderno e multiculturale: "La relazione educativa nella post-modernità. Itinerari tra scienze, culture e sapienza". Poiché la relazione educativa si fonda puramente sulla dimensione dialogica, si comprende come essa sia una tappa obbligatoria per la formazione al dialogo.

Oggi più che mai, il nostro tempo registra un forte desiderio di autenticità. Sembra che le ragioni della crisi in atto siano da ricercare nella rottura relazionale dell'uomo con Dio e di conseguenza dell'uomo con il suo simile. Tutto ciò delinea un'immagine di uomo estremamente insicuro, frammentato e vulnerabile. La cultura del frammento ha fatto perdere di vista il senso dell'unitarietà. In questo modo, l'individuo - uno tra i tanti - si perde in una dinamica di emozioni e di immagini che lo diseducano dal ragionare e dal porre atteggiamenti di fiducia, e che innesca un cambiamento continuo dei punti di riferimento, o persino una perdita degli stessi.
Sembra che oggi la via più adeguata da intraprendere sia quella del recupero del sapere umanistico, nel significato classico di educazione e formazione spirituale dell'uomo, che ridarebbe maggior splendore alle scienze odierne spesso troppo frammentate o specialistiche.

Il corso intende offrire contenuti, metodi, modelli e prospettive inerenti alla scienza e all'arte dell'educazione, al fine di favorire lo sviluppo integrale (intellettivo, morale e spirituale) della persona umana, mirando ad una ricomposizione della sua unità interiore nel tempo della disgregazione e della frammentazione. Avvalendosi, in chiave multi e transdisciplinare, dei contributi della filosofia e delle scienze moderne, dei contributi sapienziali delle tradizioni ebraica, cristiana e musulmana, e infine delle diverse espressioni culturali (arte, letteratura, poesia, cinema), intende altresì approfondire la questione educativa nell'attuale contesto globale, multietnico e multiculturale.

Il corso prevede una ripartizione in tre aree tematiche:
- Area scienze umane (filosofia, ontologia, pedagogia, psicologia)
- Area scienze religiose (discipline biblico-teologiche, sapienza ebraica, sapienza islamica)
- Area culturale (arte, letteratura, musica, cinema)
Infine, tramite dei laboratori previsti all'interno del progetto, intende favorire l'esercizio di doppia prospettiva, oggettiva e intersoggettiva, perché il soggetto possa rimanere ancorato alla propria identità pur tenendo conto necessariamente delle altrui rappresentazioni della realtà.

Il corso è rivolto a tutti coloro che hanno responsabilità educative. In particolar modo a docenti, studenti, volontari, operatori nel terziario, genitori, dirigenti e quanti gestiscono rapporti relazionali.