
MELILLI. La speleologia subacquea al servizio della ricerca scientifica ed anche degli enti di soccorso. La nuova frontiera della speleologia, quella subacquea, da due anni a questa a parte ha sempre più preso piede tra difficoltà, ma ha contribuito al mondo scientifico nella scoperta di nuovi ambienti da tutelare e valorizzare.
E su questo tema - affrontato ieri nell'ambito del seminario "Tecniche di progressione speleologiche e di videoriprese estreme", nella sala multimediale dell'Ecomuseo dei Monti Climiti in chiusura del ciclo di conferenze "La Vita nel Buio" dal Miur, dal Comune di Melilli, dal Cutgana dell'Università di Catania e dall'associazione culturale "Sciuscià" -, sono intervenuti con una relazione dal titolo "L'immersione esplorativa nel lago terminale della grotta di Villasmundo" l'istruttore speleosub Fipsas, Franco Vescera, e lo speleologo Riccardo Leonardi alla presenza del direttore dell'Ecomuseo dei Monti Climiti di Melilli, Pietro Pitruzzello, e di una folta platea.
Vescera ha evidenziato "i traguardi raggiunti in due anni dalla speleologia subacquea o speleohabitat" ovvero "la scoperta della Grotta dei Mitili e di altre grotte sommerse nel mare di Augusta oltre alla bonifica della nota Grotta dei Granchi sempre ad Augusta il tutto grazie ai continui corsi di formazione di spleleosub in cui si affrontano lo studio delle attrezzature e le nuove tecniche, la promozione della cultura speleologica e la ricerca scientifica".

L'excursus storico delle esplorazioni subacquee, invece, è stato affidato a Riccardo Leonardi, il quale ha ripercorso la scoperta della grotta Villasmundo negli anni '90 poi istituita nel 1998 dalla Regione come Riserva naturale integrale Complesso Villasmundo-S. Alfio che si estende a Melilli a cavallo tra le "cave" dei torrenti Belluzza e Cugno di Rio. Il complesso di grotte (zona A) costituisce il più importante sistema di cavità carsiche con circolazione attiva della Sicilia.
"Nel novembre 1993 - ha spiegato Leonardi -, è stata completara la topografia del lago terminale, delimitato da pareti verticali per una profondità di 55 metri e chiuso sul fondo da sedimenti finissimi. Sulle pareti sono state evidenziate la presenza di forme di erosione chimica e depositi carbonatici di origine subaerea". Leonardi si è poi soffermato sulle nuove tecnologie legate al Rebreather e ai prototipi auto costruiti. In chiusura la proiezione di filmati naturalistici realizzati da Antonio Drosi. Melilli, speleologia e tutela ambientale nel Siracusano